Carissimi amici,
Sì proprio amici, perché ho avuto la grande opportunità di conoscere persone meravigliose che hanno avuto la sensibilità, la voglia, il coraggio e la passione di mettere la propria faccia e le proprie idee a disposizione della Lista Civica Per Imola.
Abbiamo creato insieme questa lista e insieme abbiamo superato tutte le difficoltà della campagna elettorale. Ho sempre affermato che non sono un freddo esecutore, infatti, in tutte le cose che faccio ci metto il cuore e con voi è stato emozionante e fantastico.
Preparare il programma, la lista, raccogliere le firme, presentare le candidature, predisporre i volantini e il giornalino, il sito internet, registrare gli spot radiofonici e televisivi, tenere le conferenze stampa, i banchetti, organizzare la festa, confrontarsi coi rappresentanti di lista, ecc.; mai momenti di competizione e nervosismo, ma una squadra unita e generosa. Una vera Lista Civica. La vita ci regala momenti bellissimi e per me questo è stato unico e indimenticabile.
Nel mese di febbraio tutti ci davano per spacciati, invece abbiamo presentato la lista e con determinazione abbiamo raggiunto un buon risultato. Non è facile, raccogliere il 5,9% nella situazione di particolare difficoltà in cui versa il nostro Paese e con la contemporaneità delle elezioni politiche e quelle amministrative comunali. Le elezioni politiche sono state un terremoto, con una forte bipolarizzazione del voto, su due grossi partiti; noi liberi cittadini con una grande passione civile ci siamo battuti da leoni e siamo stati premiati con 2633 voti di consenso. L’unico mio grande dispiacere è il mancato ingresso in consiglio comunale di un nostro secondo eletto, infatti, per una manciata di voti non ci siamo riusciti. La nostra lista composta di 22 persone ha avuto un forte consenso di preferenze: 853 voti. Non è per me un dovere ma una gioia poter ringraziare pubblicamente i candidati della Lista Civica Per Imola. Grazie a Maria Grazia, Matteo, Beppe, Patrizia, Carla, Ellero, Antonio, Bettina, Lucia, Roberto, Lorenzo, Roberta, Gianfranco, Emanuele, Daniele, Stefano, Giacomo, Maria Alessandra, Massimo, Aldina, Maurizio, Olivio, Pier Franco, tutti gli amici e le tante donne che hanno collaborato con me. Posso garantire alla città che con il vostro aiuto porteremo avanti le nostre proposte programmatiche e attraverso la nostra coerenza troveremo il consenso politico in consiglio comunale per farle approvare. Siamo persone stimate, aperte al dialogo e generose. Il nostro unico interesse è il bene della città e dei suoi cittadini.
Con affetto e sincera amicizia.
Giuseppe Palazzolo
giovedì 17 aprile 2008
mercoledì 2 aprile 2008
Rassegna stampa - Il Domani dell'1 aprile 2008
Confronto a quattro dai Cappuccini
VERSO IL VOTO. Manca, Gini, Pezzi e Palazzolo hanno incontrato la platea cattolica
Inflessibili. Nella difesa dei valori cattolici e nei tempi, tre minuti a testa per candidato con clessidra e campanellina a riprendere i ritardatari. È stata la serata con i quattro candidati a sindaco organizzata dal "Messaggero Cappuccino" davanti a oltre 200 persone nel glorioso cinema. Qualcuno si era portato dietro la claque, comunque si può dire che Daniele Manca, candidato del centrosinistra unito giocava "fuori casa" con ben pochi sostenitori, tutti ex Margherita. Tuttavia il "favorito" non se l'è cavata male, non ha risposto alle provocazioni anche perché Adriano Gini, per Pdl e Lega Nord ha faticato a sottrarsi al suo passato nelle file del laico Psi, mentre Antonio Pezzi dell'Unione di centrodestra che sostiene una lista con il nome del candidato è partito a razzo e poi è rimasto senza benzina. Il più duro e incisivo nell'attaccare il centrosinistra che da sempre governa, è stato Giuseppe Palazzolo di "Per Imola" che proviene anche lui dai Democratici per Prodi. Insomma, su quattro aspiranti sindaco non c'era nessuno della vecchia Dc che solamente Manca ha ricordato «come un grande partito laico che sapeva interpretare i valori cattolici». Per il resto le schermaglie sono state soprattutto sulla sanità e sulla partecipazione. Pezzi ha accusato «il partito che ha sempre governato Imola e che oggi candida un primario in Radiologia che fa gran uso della libera professione di aver creato liste d'attesa lunghissime per i poveri e liste velocissime per i ricchi. Come si fa così a dichiararsi di sinistra? La prima cosa che farei sarebbe cacciare i direttori generali». E Gini ha rincarato: «Come è possibile che a Imola si debbano attendere oltre 500 giorni per una mammografia? È davvero vergognoso». Manca ha replicato che «a Imola e in tutta l'Emilia-Romagna il diritto alla salute è universale. Ci sono regioni, come la Lombardia governata dal centrodestra, dove visite ed esami sono molto più costosi. Comunque anche nella nostra città bisogna migliorare i tempi con una maggior appropriatezza delle prestazioni». Ed ecco l'affondo di Palazzolo sullo sviluppo sostenibile: «Come può il centrosinistra parlare di sviluppo sostenibile quando sta realizzando una strada, la Bretella, di 2,5 km del costo di 25 milioni di euro, circa 2500 euro ogni 20 cm? Questi soldi potrebbero andare alle famiglie numerose e più povere per diminuire le rette come ho proposto più volte. La verità è che i partiti, nei fatti, non esistono più e che andiamo a elezioni anticipate a Imola solo perché un gruppo di 5-6 persone ha deciso che Marchignoli doveva andare a Roma a guadagnare circa 15mila euro al mese. Sarebbe questa la partecipazione?». In chiusura tutti i 4 candidati si sono impegnati a promuovere maggiormente la partecipazione vera dei cittadini alle scelte della città e a dare un rendiconto della loro attività ogni sei mesi
VERSO IL VOTO. Manca, Gini, Pezzi e Palazzolo hanno incontrato la platea cattolica
Inflessibili. Nella difesa dei valori cattolici e nei tempi, tre minuti a testa per candidato con clessidra e campanellina a riprendere i ritardatari. È stata la serata con i quattro candidati a sindaco organizzata dal "Messaggero Cappuccino" davanti a oltre 200 persone nel glorioso cinema. Qualcuno si era portato dietro la claque, comunque si può dire che Daniele Manca, candidato del centrosinistra unito giocava "fuori casa" con ben pochi sostenitori, tutti ex Margherita. Tuttavia il "favorito" non se l'è cavata male, non ha risposto alle provocazioni anche perché Adriano Gini, per Pdl e Lega Nord ha faticato a sottrarsi al suo passato nelle file del laico Psi, mentre Antonio Pezzi dell'Unione di centrodestra che sostiene una lista con il nome del candidato è partito a razzo e poi è rimasto senza benzina. Il più duro e incisivo nell'attaccare il centrosinistra che da sempre governa, è stato Giuseppe Palazzolo di "Per Imola" che proviene anche lui dai Democratici per Prodi. Insomma, su quattro aspiranti sindaco non c'era nessuno della vecchia Dc che solamente Manca ha ricordato «come un grande partito laico che sapeva interpretare i valori cattolici». Per il resto le schermaglie sono state soprattutto sulla sanità e sulla partecipazione. Pezzi ha accusato «il partito che ha sempre governato Imola e che oggi candida un primario in Radiologia che fa gran uso della libera professione di aver creato liste d'attesa lunghissime per i poveri e liste velocissime per i ricchi. Come si fa così a dichiararsi di sinistra? La prima cosa che farei sarebbe cacciare i direttori generali». E Gini ha rincarato: «Come è possibile che a Imola si debbano attendere oltre 500 giorni per una mammografia? È davvero vergognoso». Manca ha replicato che «a Imola e in tutta l'Emilia-Romagna il diritto alla salute è universale. Ci sono regioni, come la Lombardia governata dal centrodestra, dove visite ed esami sono molto più costosi. Comunque anche nella nostra città bisogna migliorare i tempi con una maggior appropriatezza delle prestazioni». Ed ecco l'affondo di Palazzolo sullo sviluppo sostenibile: «Come può il centrosinistra parlare di sviluppo sostenibile quando sta realizzando una strada, la Bretella, di 2,5 km del costo di 25 milioni di euro, circa 2500 euro ogni 20 cm? Questi soldi potrebbero andare alle famiglie numerose e più povere per diminuire le rette come ho proposto più volte. La verità è che i partiti, nei fatti, non esistono più e che andiamo a elezioni anticipate a Imola solo perché un gruppo di 5-6 persone ha deciso che Marchignoli doveva andare a Roma a guadagnare circa 15mila euro al mese. Sarebbe questa la partecipazione?». In chiusura tutti i 4 candidati si sono impegnati a promuovere maggiormente la partecipazione vera dei cittadini alle scelte della città e a dare un rendiconto della loro attività ogni sei mesi
martedì 1 aprile 2008
Rassegna stampa - 31 marzo e 1 aprile 2008
(Clicca sul titolo per leggere l'articolo)
Resto del Carlino
Candidati sul ring, largo ai supporter
Nel confronto fra i quattro aspiranti sindaco hanno tenuto banco le claque
Il Corriere di Imola
La lista civica propone incentivi per ridurre i consumi
Per Imola, un taglio deciso agli sprechi energetici
E i candidati hanno riempito il cineforum
Platea gremita con molti giovani presenti ad ascoltare Gini, Pezzi, Manca e Palazzolo
Resto del Carlino
Candidati sul ring, largo ai supporter
Nel confronto fra i quattro aspiranti sindaco hanno tenuto banco le claque
Il Corriere di Imola
La lista civica propone incentivi per ridurre i consumi
Per Imola, un taglio deciso agli sprechi energetici
E i candidati hanno riempito il cineforum
Platea gremita con molti giovani presenti ad ascoltare Gini, Pezzi, Manca e Palazzolo
domenica 30 marzo 2008
Rassegna stampa - 30 marzo 2008
Resto del Carlino
Un corso gratuito di autodifesa, uno sportello per aiutare chi vuole reinserirsi nel mondo del lavoro, una banca dati di baby sitter disponibili a prezzi accessibili e un servizio di assistenza telefonica che garantisca l’anonimato: queste le proposte delle candidate nella lista civica Per Imola per migliorare la vita delle donne.
I servizi per chi vive situazioni drammatiche, come la violenza domestica ci sono già - dice Carla Casazza - «noi abbiamo pensato a iniziative che invece possano essere d’aiuto a risolvere i piccoli e grandi problemi che si trovano ad affrontare quotidianamente le donne normali».
Per il gruppo rosa della lista Per Imola anche le piccole difficoltà, se trascurate, possono trasfomarsi in situazioni di disagio.
Per Roberta Marchi, è necessario attivare una linea telefonica che garantisca l’anonimato e dia risposte qualificate: «A volte le donne si trovano ad affrontare sottili e ripetute violenze psicologiche contro cui fanno fatica a difendersi, succede anche all’interno delle famiglie ed è difficile trovare qualcuno esterno che possa dare un consiglio serio. Per questo pensiamo a una linea a cui risponderanno psicologi, avvocati, medici».
Il candidato sindaco Giuseppe Palazzolo sottolinea che le proposte sono il risultato anche delle richieste delle persone incontrate durante i banchetti allestiti per la campagna elettorale: «Ho conosciuto due donne che lavorano rispettivamente per il Comune e all’interno del servizio sanitario che si trovano ad affrontare una situazione di mobbing. Putroppo questo è un problema trascurato e la linea telefonica potrebbe essere un aiuto concreto».
Altro tema caldo il lavoro: così è nata l’idea di uno sportello che aiuti le donne non solo a trovare lavoro, ma anche a reinserirsi dopo eventuali periodi di inattività.
Le candidate assicurano: «Non si tratta di vuote proposte elettorali, porteremo avanti comunque i nostri progetti. Certamente, se entreremo in consiglio, il cammino sarà più veloce».
Laura Dall’Olio
Il Domani
Palazzolo in “rosa”
Le donne “Per Imola”
“Per un’Imola” che sia sempre più a misura di donna. Sì, perché anche in città, specialmente le signore e le signorine, cominciano ad aver paura a percorrere certe zone e a mettere l’auto nel garage quando si rientra tardi. Senza contare i casi di mobbing «tanto che ai banchetti di stamattina (ieri, ndr) - ha sottolineato Giuseppe Palazzolo - due donne mi hanno fermato per conf idarmi di essere sottop o s t e a pressioni e rimproveri da parte dei loro superiori una in Comune e l’altra a ll’Ausl». Così le donne che fann o p a r t e delle lista civica che s o s t i e n e G i u s e p p e Palazzolo come candidato a sindaco, si sono riunite e hanno messo in campo una serie di proposte. Per quanto riguarda più precisamente la sicurezza, Bettina Gandini ha sostenuto l’idea «che il Comune, con un costo minimo, potrebbe promuovere dei corsi di difesa gratuiti per tutte le donne che ne sentano il bisogno. Sto parlando soprattutto della sicurezza che dovrebbe sorgere all’interno di noi stesse aumentando l’autostima e l’autocoscienza con l’aiuto di uno psicologo e anche, perché no, di qualche nozione di arti marziali». L’altro argomento cruciale individuato dalle donne di Per Imola è l’esigenza, come hanno spiegato Carla Casazza e Roberta Marri «per donne cosiddette “normali” di avere a disposizione, fornita dall’amministrazione comunale una struttura di sostegno, uno sportello al quale potersi rivolgere come supporto per avere una mano a risolvere i problemi quotidiani. Stiamo parlando di donne vittime del mobbing o che sono rimaste sole con figli e non hanno una rete parentale (gli ormai indispensabili nonni, ndr) alla quale rivolgersi. Spesso c’è solo bisogno di sfogarsi, e non è poco, con una persona professionalmente preparata che sia pronta ad ascoltarti e, magari, a darti qualche consiglio». «Chiediamo pure un servizio telefonico - ha agg i u n t o l a Marri - per donne che vogliono rimanere anonime e non possono parlare delle loro difficoltà in famiglia perché magari nascono proprio in q u e l l ‘ a mbiente». Infine Patrizia Camino ha insistito per far nascere «una banca dati per baby-sitter a prezzi politici, una sorta di albo al quale possono accedere solo operatrici affidabili che si propongono a prezzi onesti. Il nostro centro al femminile vuole essere pure un luogo di incontro organizzando iniziative alle quali possono partecipare grazie a un servizio di baby sitting che ci permetta di partecipare e organizzare conferenze, iniziative e appuntamenti culturali». La conclusione è stata del candidato sindaco. «Oggi abbiamo presentato proposte importanti per la sicurezza delle donne, dei figli e quindi delle famiglia - ha scandito Palazzolo -. Si tratta di cose che il Comune potrebbe mettere a disposizione spendendo poco. Le porteremo avanti in ogni caso, in consiglio comunale e fuori perché questo gruppo, molto unito, continuerà la sua attività anche dopo le elezioni».
Corriere di Romagna
«Un punto di ascolto per aiutare le donne nei problemi quotidiani»
Politica. La proposta della lista civica Per Imola
IMOLA. Bravi per l’emergenza. Scarsi invece per affrontare i problemi della quotidianità. Si parla di donne, delle loro necessità, come madri, come lavoratrici, anche solo come ragazze o studentesse. A fare il punto è la quota rosa della lista civica Per Imola che presenta il suo programma speciale. Il perno è un punto di ascolto, con tanto di professionisti per assistenza psicologica e legale, e servizio telefonico per garantire l’anonimato. «E’ la nostra proposta. Un servizio sul quale punteremo in maniera decisa, a prescindere dal risultato elettorale». A insistere è il candidato a sindaco, Giuseppe Palazzolo. I sondaggi sono noti ma, assicura l’anima della lista civica, l’i mpegno sarà uguale «da parte di chiunque di noi entri in consiglio comunale». Il problema. «Se si esclude l’ottimo lavoro svolto dalle associazioni che si occupano di donne maltrattate, vittime di abusi o emarginate, e il supporto rivolto alle immigrate - ragiona Carla Casazza - candidata al consiglio comunale -, nella nostra città non esistono strutture di sostegno efficaci alle donne comuni, quelle che vivono situazioni estreme ma si devono comunque scontrare con i piccoli e grandi problemi della quotidianità, i piccoli e grandi disagi che rientrano nella normalità». La proposta. Così ecco il punto di ascolto. Uno sportello che, secondo i piani, dovrebbe contare sull’apporto di professionisti: psicologi, medici, avvocati, fiscalisti, pedagogisti, tanto per citarne qualcuno. Obiettivo: aiutare donne vittime di mobbing, dare una mano a chi si trova improvvisamente la famiglia sulle spalle, a chi cerca di inserirsi, magari non più giovanissima, nel mondo del lavoro dopo un licenziamento o una pausa per la maternità, ma anche fornire una banca dati di baby sitter a prezzi contenuti. «Le donne hanno bisogno di poter accedere a un servizio del genere - ragiona Patrizia Camino - per non doversi precludere una vita sociale o anche per affrontare con meno disagi la vita professionale. Molte sono immigrate e manca quindi il classico supporto dei parenti» Certo, un aspetto fondamentale è riservato alla violenza, ai soprusi. Per questo Per Imola chiede l’istituzione di un servizio di ascolto telefonico, completamente anonimo. «Spesso - spiega Roberta Marri - le donne hanno bisogno di confrontarsi con qualcuno che sia esterno all’ambito familiare, proprio perché le violenze, anche sottili, ma ripetute, avvengono all’interno delle mura domestiche. Serve qualcuno che le consigli, anche per valutare il problema e capire se c’è un pericolo oggettivo». L’autodifesa. Tra le iniziative che le candidate di Per Imola si impegnano a promuovere un posto di rilievo è occupato da un corso di autodifesa. «Il tema della sicurezza è al centro di tutte le campagne elettorali - commenta Bettina Gandini -. Noi vogliamo dare però un contributo concreto. Le donne non devono aver paura di girare, se capita, da sole di sera. Bisogna essere liberi di passeggiare per le strade della città e non limitare i propri movimenti. Quindi pensiamo a sedute di autostima tenute da psicologi perché la paura prima di tutto si sconfigge partendo dall’i nterno. Poi si potrà procedere magari anche con lezioni di arti marziali».
Un corso gratuito di autodifesa, uno sportello per aiutare chi vuole reinserirsi nel mondo del lavoro, una banca dati di baby sitter disponibili a prezzi accessibili e un servizio di assistenza telefonica che garantisca l’anonimato: queste le proposte delle candidate nella lista civica Per Imola per migliorare la vita delle donne.
I servizi per chi vive situazioni drammatiche, come la violenza domestica ci sono già - dice Carla Casazza - «noi abbiamo pensato a iniziative che invece possano essere d’aiuto a risolvere i piccoli e grandi problemi che si trovano ad affrontare quotidianamente le donne normali».
Per il gruppo rosa della lista Per Imola anche le piccole difficoltà, se trascurate, possono trasfomarsi in situazioni di disagio.
Per Roberta Marchi, è necessario attivare una linea telefonica che garantisca l’anonimato e dia risposte qualificate: «A volte le donne si trovano ad affrontare sottili e ripetute violenze psicologiche contro cui fanno fatica a difendersi, succede anche all’interno delle famiglie ed è difficile trovare qualcuno esterno che possa dare un consiglio serio. Per questo pensiamo a una linea a cui risponderanno psicologi, avvocati, medici».
Il candidato sindaco Giuseppe Palazzolo sottolinea che le proposte sono il risultato anche delle richieste delle persone incontrate durante i banchetti allestiti per la campagna elettorale: «Ho conosciuto due donne che lavorano rispettivamente per il Comune e all’interno del servizio sanitario che si trovano ad affrontare una situazione di mobbing. Putroppo questo è un problema trascurato e la linea telefonica potrebbe essere un aiuto concreto».
Altro tema caldo il lavoro: così è nata l’idea di uno sportello che aiuti le donne non solo a trovare lavoro, ma anche a reinserirsi dopo eventuali periodi di inattività.
Le candidate assicurano: «Non si tratta di vuote proposte elettorali, porteremo avanti comunque i nostri progetti. Certamente, se entreremo in consiglio, il cammino sarà più veloce».
Laura Dall’Olio
Il Domani
Palazzolo in “rosa”
Le donne “Per Imola”
“Per un’Imola” che sia sempre più a misura di donna. Sì, perché anche in città, specialmente le signore e le signorine, cominciano ad aver paura a percorrere certe zone e a mettere l’auto nel garage quando si rientra tardi. Senza contare i casi di mobbing «tanto che ai banchetti di stamattina (ieri, ndr) - ha sottolineato Giuseppe Palazzolo - due donne mi hanno fermato per conf idarmi di essere sottop o s t e a pressioni e rimproveri da parte dei loro superiori una in Comune e l’altra a ll’Ausl». Così le donne che fann o p a r t e delle lista civica che s o s t i e n e G i u s e p p e Palazzolo come candidato a sindaco, si sono riunite e hanno messo in campo una serie di proposte. Per quanto riguarda più precisamente la sicurezza, Bettina Gandini ha sostenuto l’idea «che il Comune, con un costo minimo, potrebbe promuovere dei corsi di difesa gratuiti per tutte le donne che ne sentano il bisogno. Sto parlando soprattutto della sicurezza che dovrebbe sorgere all’interno di noi stesse aumentando l’autostima e l’autocoscienza con l’aiuto di uno psicologo e anche, perché no, di qualche nozione di arti marziali». L’altro argomento cruciale individuato dalle donne di Per Imola è l’esigenza, come hanno spiegato Carla Casazza e Roberta Marri «per donne cosiddette “normali” di avere a disposizione, fornita dall’amministrazione comunale una struttura di sostegno, uno sportello al quale potersi rivolgere come supporto per avere una mano a risolvere i problemi quotidiani. Stiamo parlando di donne vittime del mobbing o che sono rimaste sole con figli e non hanno una rete parentale (gli ormai indispensabili nonni, ndr) alla quale rivolgersi. Spesso c’è solo bisogno di sfogarsi, e non è poco, con una persona professionalmente preparata che sia pronta ad ascoltarti e, magari, a darti qualche consiglio». «Chiediamo pure un servizio telefonico - ha agg i u n t o l a Marri - per donne che vogliono rimanere anonime e non possono parlare delle loro difficoltà in famiglia perché magari nascono proprio in q u e l l ‘ a mbiente». Infine Patrizia Camino ha insistito per far nascere «una banca dati per baby-sitter a prezzi politici, una sorta di albo al quale possono accedere solo operatrici affidabili che si propongono a prezzi onesti. Il nostro centro al femminile vuole essere pure un luogo di incontro organizzando iniziative alle quali possono partecipare grazie a un servizio di baby sitting che ci permetta di partecipare e organizzare conferenze, iniziative e appuntamenti culturali». La conclusione è stata del candidato sindaco. «Oggi abbiamo presentato proposte importanti per la sicurezza delle donne, dei figli e quindi delle famiglia - ha scandito Palazzolo -. Si tratta di cose che il Comune potrebbe mettere a disposizione spendendo poco. Le porteremo avanti in ogni caso, in consiglio comunale e fuori perché questo gruppo, molto unito, continuerà la sua attività anche dopo le elezioni».
Corriere di Romagna
«Un punto di ascolto per aiutare le donne nei problemi quotidiani»
Politica. La proposta della lista civica Per Imola
IMOLA. Bravi per l’emergenza. Scarsi invece per affrontare i problemi della quotidianità. Si parla di donne, delle loro necessità, come madri, come lavoratrici, anche solo come ragazze o studentesse. A fare il punto è la quota rosa della lista civica Per Imola che presenta il suo programma speciale. Il perno è un punto di ascolto, con tanto di professionisti per assistenza psicologica e legale, e servizio telefonico per garantire l’anonimato. «E’ la nostra proposta. Un servizio sul quale punteremo in maniera decisa, a prescindere dal risultato elettorale». A insistere è il candidato a sindaco, Giuseppe Palazzolo. I sondaggi sono noti ma, assicura l’anima della lista civica, l’i mpegno sarà uguale «da parte di chiunque di noi entri in consiglio comunale». Il problema. «Se si esclude l’ottimo lavoro svolto dalle associazioni che si occupano di donne maltrattate, vittime di abusi o emarginate, e il supporto rivolto alle immigrate - ragiona Carla Casazza - candidata al consiglio comunale -, nella nostra città non esistono strutture di sostegno efficaci alle donne comuni, quelle che vivono situazioni estreme ma si devono comunque scontrare con i piccoli e grandi problemi della quotidianità, i piccoli e grandi disagi che rientrano nella normalità». La proposta. Così ecco il punto di ascolto. Uno sportello che, secondo i piani, dovrebbe contare sull’apporto di professionisti: psicologi, medici, avvocati, fiscalisti, pedagogisti, tanto per citarne qualcuno. Obiettivo: aiutare donne vittime di mobbing, dare una mano a chi si trova improvvisamente la famiglia sulle spalle, a chi cerca di inserirsi, magari non più giovanissima, nel mondo del lavoro dopo un licenziamento o una pausa per la maternità, ma anche fornire una banca dati di baby sitter a prezzi contenuti. «Le donne hanno bisogno di poter accedere a un servizio del genere - ragiona Patrizia Camino - per non doversi precludere una vita sociale o anche per affrontare con meno disagi la vita professionale. Molte sono immigrate e manca quindi il classico supporto dei parenti» Certo, un aspetto fondamentale è riservato alla violenza, ai soprusi. Per questo Per Imola chiede l’istituzione di un servizio di ascolto telefonico, completamente anonimo. «Spesso - spiega Roberta Marri - le donne hanno bisogno di confrontarsi con qualcuno che sia esterno all’ambito familiare, proprio perché le violenze, anche sottili, ma ripetute, avvengono all’interno delle mura domestiche. Serve qualcuno che le consigli, anche per valutare il problema e capire se c’è un pericolo oggettivo». L’autodifesa. Tra le iniziative che le candidate di Per Imola si impegnano a promuovere un posto di rilievo è occupato da un corso di autodifesa. «Il tema della sicurezza è al centro di tutte le campagne elettorali - commenta Bettina Gandini -. Noi vogliamo dare però un contributo concreto. Le donne non devono aver paura di girare, se capita, da sole di sera. Bisogna essere liberi di passeggiare per le strade della città e non limitare i propri movimenti. Quindi pensiamo a sedute di autostima tenute da psicologi perché la paura prima di tutto si sconfigge partendo dall’i nterno. Poi si potrà procedere magari anche con lezioni di arti marziali».
venerdì 28 marzo 2008
Rassegna stampa - 27 e 28 marzo 2008
(clicca sui titoli per leggere gli articoli)
Resto del Carlino
Le spese dei candidati.
I conti in tasca alla campagna elettorale.
In prima fila il PD di Manca con 23mila euro.
Propaganda vietata in bacheca.
Palazzolo minaccia un esposto.
Corriere di Imola
Manifesti, ora tocca alle bacheche.
Palazzolo ha chiesto la rimozione di quelli non autorizzati
Resto del Carlino
Le spese dei candidati.
I conti in tasca alla campagna elettorale.
In prima fila il PD di Manca con 23mila euro.
Propaganda vietata in bacheca.
Palazzolo minaccia un esposto.
Corriere di Imola
Manifesti, ora tocca alle bacheche.
Palazzolo ha chiesto la rimozione di quelli non autorizzati
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