Confronto a quattro dai Cappuccini
VERSO IL VOTO. Manca, Gini, Pezzi e Palazzolo hanno incontrato la platea cattolica
Inflessibili. Nella difesa dei valori cattolici e nei tempi, tre minuti a testa per candidato con clessidra e campanellina a riprendere i ritardatari. È stata la serata con i quattro candidati a sindaco organizzata dal "Messaggero Cappuccino" davanti a oltre 200 persone nel glorioso cinema. Qualcuno si era portato dietro la claque, comunque si può dire che Daniele Manca, candidato del centrosinistra unito giocava "fuori casa" con ben pochi sostenitori, tutti ex Margherita. Tuttavia il "favorito" non se l'è cavata male, non ha risposto alle provocazioni anche perché Adriano Gini, per Pdl e Lega Nord ha faticato a sottrarsi al suo passato nelle file del laico Psi, mentre Antonio Pezzi dell'Unione di centrodestra che sostiene una lista con il nome del candidato è partito a razzo e poi è rimasto senza benzina. Il più duro e incisivo nell'attaccare il centrosinistra che da sempre governa, è stato Giuseppe Palazzolo di "Per Imola" che proviene anche lui dai Democratici per Prodi. Insomma, su quattro aspiranti sindaco non c'era nessuno della vecchia Dc che solamente Manca ha ricordato «come un grande partito laico che sapeva interpretare i valori cattolici». Per il resto le schermaglie sono state soprattutto sulla sanità e sulla partecipazione. Pezzi ha accusato «il partito che ha sempre governato Imola e che oggi candida un primario in Radiologia che fa gran uso della libera professione di aver creato liste d'attesa lunghissime per i poveri e liste velocissime per i ricchi. Come si fa così a dichiararsi di sinistra? La prima cosa che farei sarebbe cacciare i direttori generali». E Gini ha rincarato: «Come è possibile che a Imola si debbano attendere oltre 500 giorni per una mammografia? È davvero vergognoso». Manca ha replicato che «a Imola e in tutta l'Emilia-Romagna il diritto alla salute è universale. Ci sono regioni, come la Lombardia governata dal centrodestra, dove visite ed esami sono molto più costosi. Comunque anche nella nostra città bisogna migliorare i tempi con una maggior appropriatezza delle prestazioni». Ed ecco l'affondo di Palazzolo sullo sviluppo sostenibile: «Come può il centrosinistra parlare di sviluppo sostenibile quando sta realizzando una strada, la Bretella, di 2,5 km del costo di 25 milioni di euro, circa 2500 euro ogni 20 cm? Questi soldi potrebbero andare alle famiglie numerose e più povere per diminuire le rette come ho proposto più volte. La verità è che i partiti, nei fatti, non esistono più e che andiamo a elezioni anticipate a Imola solo perché un gruppo di 5-6 persone ha deciso che Marchignoli doveva andare a Roma a guadagnare circa 15mila euro al mese. Sarebbe questa la partecipazione?». In chiusura tutti i 4 candidati si sono impegnati a promuovere maggiormente la partecipazione vera dei cittadini alle scelte della città e a dare un rendiconto della loro attività ogni sei mesi
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